Laboratorio Espresso
isocronismo.

La vita è come l’ondeggiare leggero di un’amaca sotto la spinta del vento.

Oppure di un barca cullata dalle onde.

Cambiano i (s)oggetti, il moto è lo stesso per tutti.

Oscillazione,

come il lento dondolio o come il dolce naufragare .

Un moto perpetuo che non si ferma, tra alti e bassi, tra luce e buio, tra passato e futuro, tra gioie e dolori.

Una legge universale, un movimento infinito, implacabile per l’uomo.

Così implacabile che non ci è permesso fermarsi un momento, mettersi da parte in un angolo e pensare, osservare, farsi domande, cercare di capire.

No, il moto perpetuo della vita non si ferma, va avanti, non aspetta nessuno.

La vita e i suoi segni, il passaggio di persone, la successione di eventi, la modificazione degli spazi.

Soggiogati dal moto?

Se ci si ferma il rischio è alto, si resta indietro, tagliati fuori e con più domande di prima.

  1. la-geografia-del-mio-cammino ha detto: «[…] Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare».
  2. postato da lab-espresso