Il teatro, metafora di vita, un palco dove vengono recitati i drammi e le gioie umane, gli intrighi e i misteri..insomma storie.
Le nostre, quelle che noi viviamo tutti i giorni..ovviamente senza un pubblico e senza neanche giungere ad un finale catartico, spesso è così, magari sbaglio.
Attori, luoghi..e comparse, è così che funzoiona il teatro, come la vita.
Non c’è alcuna differenza.
Infatti.
Credo di essere nella categoria delle comparse, quelle comparse permanenti che fanno tanto, danno tanto ma stanno vivendo vite altrui e non si rendono protagonisti di loro stessi, come se vivessero per qualcosa di altrui.
In fondo è una cosa bella ma con i suoi aspetti negativi perchè comunque vada, qualunque cosa accadrà, personalmente, io sarò sempre e solo con me stesso.
Ed è per questo che bisognerebbe essere i protagonisti delle proprie vite, vivere per gli altri porta gioie e dolori come tutto, ma non permete di investire su se stessi, fare un percorso di crescita adeguato, scoprirsi e ricercare sè stessi.
Io sono una comparsa, una di quelle che sanno che è meglio vivere da protagonisti ma che continua a vivere nelle vite altrui, portando gioie e dolorii.
In fondo siamo tutti in connessione, siamo un network, e io sono un anello di tutto ciò, faccio parte di qualcosa di più grande e per quanto possa odiare questa situazione, per quanto possa odiare me stesso, la mia personalità incapace nell’intraprender un percorso di crescita limpido e retto penso che un giorno per qualcuno significherò qualcosa, sarò un ricordo, sarò un momento, brutto o bello che sia..ma sarò un istante di vita.
E.x.t.r.a___________piccola nota fuori tema
Giorni fa sono tornato da Londra, non ho visitato il teatro di Shakespeare poichè Londra è immensa, sebbene non amo questo autore ne riconosco la sua grandezza e bravura.