Frenesia.
Tumulti.
Sopra.
Sotto.
Anima e corpo.
Milano
Nella prima della serie, Milano, ho riportato fedelmente le categorie della mappa originale, aggiungendone una sola (compito vostro scovarla), in onore del recente episodio di Fabrizio mighty Corona e il suo facebook
(l’ho messa pure qui, come nuovo post, così se volete potete rebloggarla e/o metterci un like. FATELO SUBITO.)
C’è chi si è perso sotto un cielo terso.
C’è chi si ritrova nel pianto di un dolore,
in un abbraccio e il suo calore.
C’è chi è piu forte e chi è più debole,
sotto la pioggia e un vento fievole.
L’esistenza ora ha un senso.
Primavera, estate, autunno, inverno,
l’amore ne è il suo perno.
Eppure il manichino è là.
Mica si sposta.
Mica sorride.
E’ fermo, e osserva.
Osserva quella parte di mondo che gli passa davanti.
Immagina le loro vite.
In questo mondo freddo e dinamico, cerca il calore di uno sguardo.
Negli occhi di qualcuno cerca un mondo da poter esplorare e scoprire.
Invece è là, in posa.
Mica si sposta.
Mica può muoversi.
Ha un compito da svolgere.
La vetrina del mondo.
Piange, il manichino.
La libertà.
Che poi ti ritrovi qua e non sai neanche come.
Che poi il tempo è relativo, non importa quanto ma come.
Che poi un giorno ti senti un re e l’altro ti crolla il mondo addosso.
Che non dovresti disperare, potrebbe essere tutto un gioco.
Che poi non si sa se questa è la vera vita.
Che infine diventiamo tutti cenere.
Che in fondo è proprio questo il bello.
Bisogna sprofondare.
Toccare il fondo.
Perchè in superficie c’è l’alto rischio di diventare prevedibili, l’aria fredda rende tutto sterile.
Quando si scende ci si ritrova in un mondo diverso, si vede “l’altro”.
La parte più buia e affascinante.
In profondità si trovano più cose, si trovano le radici di tutto, si trovano scheletri, si trovano molti interrogativi.
Oscurità.
Le paure, la confusione, la rabbia, la tristezza, ricordi, gioie, vita e morte.
Un percorso intricato, fatto di errori.
Ritornare in superficie.
Cose che nascono, cose che muoiono.
La cecità è molto meglio della miopia.
Se sei cieco non vedi nulla.
Se sei miope vedi il mondo, ma lo vedi sfocato, non riesci a distinguere tutta la realtà che ti sta intorno e cadi nell’errore.
Questione di prospettive.
…che una mano tesa mi strappi per un secondo dal mio deserto della lucidtà, che io smetta di sapere per sentire una volta nella vita, solo una piccola volta…
..Provare la gioia imbecille!
L’ ignoranza così piena!
I dispiaceri ottusi!
La propensione alle passioni a ripetizione, ai rinnegamenti fulminei, all’oblio a comando, alla cicatrizzazione immediata!
La sbalolridtiva assenza di motivazioni!
L’ ebbrezza del presente!
(tratto da Signori Bambini di Pennac)
Le decisioni spaventano.
Le decisioni fanno male.
Presuppongono sempre una scelta e allo stesso tempo una rinuncia.
Conseguenze.
Responsabilità.
Il vissuto e il non.
Realtà alternative.
Eneumbered forever by desire and ambition
There’s a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizion
Thought down this road we’ve been so many times
The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
Withe friends surronded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river
Forever and ever